MONTELLALIBERA, per difendere i nostri valori la cittadina, la famiglia, l'economia, l'ambiente
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  La VOCE di Montellalibera del 05/06/2009

Ci siamo

Siamo ormai giunti alla chiusura di questa campagna elettorale; tornata elettorale sotto certi versi anomala visto l’elevato numero di candidati, a tratti feroce, assai aspra, soprattutto da parte di chi vuoi per assenza di idee, vuoi per mascherare la totale nullità del loro operato, ha deliberatamente voluto spostare l’attenzione dell’elettorato, creando polveroni e sterili polemiche sottolineate da slogan e proclami chiaramente fuorvianti., dai problemi e dalle condizioni in cui si trova Montella al puro gossip della politica.
Montellalibera, con il suo primo rappresentante Ferruccio Capone, non li ha voluti seguire su questo campo, preferendo la politica della chiarezza, dell’onestà morale, della visibilità; ed è riuscita, giorno dopo giorno, ad essere sempre più convincente, sempre più presente fra la gente, coinvolgendo tutti coloro che stanchi dell’attuale situazione, non credevano più nell’operato amministrativo.
Sì Montellalibera e quindi Ferruccio Capone erano partiti in sordina, considerati come il brutto anatroccolo della situazione si sono tramutati in cigno, ed oggi molti temono questo sempre più crescente entusiasmo nei confronti di questa squadra, perché quando un programma serio, che abbraccia tutti i poli di sviluppo, che sviscera i problemi proponendo soluzioni e non solo elencandoli, si accompagna a persone dall’elevata statura morale e professionale allora ecco pronto un mix che non può, quanto meno, avere la totale attenzione del popolo.
I rappresentanti delle liste concorrenti hanno cercato in ogni modo di sminuire, di screditare, la squadra di Montellalibera con argomenti sempre più assurdi e sempre più vicini al fantasmagorico, a volte parlando di incompatibilità presunte, altre volte scagliandosi sulla totale inesperienza amministrativa della lista.
Ma considerato le condizioni in cui versa il Comune di Montella, guidato da quelli che di esperienza ne avevano da vendere, beh allora…..per dirla alla Catalano, il re delle cose scontate, meglio un neofita della politica che però ha entusiasmo, voglia di lavorare e soprattutto amore per Montella che un esperto, uno scafato di politica, il cui unico scopo è conservare la poltrona su cui già siede.
La squadra di Montellalibera con il passare dei giorni ha acquisito sempre più sicurezza, ha ascoltato tante persone, la “Piazza”, ed oggi senza paura di nessuna smentita si può tranquillamente dire che essa è l’unica lista fatta da gente comune, dalla faccia pulita, nuova, professionale, e con il suo primo rappresentante Ferruccio Capone che è esempio di solidarietà, altruismo, impegno, onestà, interesse per i giovani e per i più deboli, che può ben guidare questo Paese.
È l’unica lista che nel suo programma ha messo il cittadino, con i suoi diritti e la sua libertà, al centro, attore protagonista del suo domani.
Ed è proprio per questo che ha cercato un dialogo continuo con la gente, con i genitori, con gli allevatori, con i commercianti, con le mamme, con gli anziani, ma soprattutto con i giovani, affinché possano dire basta a questo passato e, ancora per poco, presente fatto di vuoto; basta ai ricatti e alle false promesse che per decenni hanno rappresentato il vero motore del potere politico di chi ha amministrato Montella.
In queste serate c’è stata una gara a chi era il vero rappresentante del nuovo,indignarsi di certe facce toste che dopo aver amministrato per anni gridano ai quattro venti di essere il nuovo sarà pure da qualunquisti.
Ma smettere di farlo sarebbe da conniventi.
Montellalibera vuole aprire le porte della casa comunale a tutti, uguali diritti, nessuna distinzione, coinvolgere il cittadino in ogni decisione, da quelle importanti a quelle meno importanti.
Il programma di Montellalibera è condiviso da tantissime persone, stimati professionisti e persone comuni che continuano a dare il loro prezioso contributo in termini di idee, impegno, sacrificio senza nessun corrispettivo o scopo di lucro ma legati da unico desiderio, da un’unica speranza: quella di vedere un Paese in grado di proteggere i suoi cittadini, di favorirne lo sviluppo, di vedere i suoi giovani giocare in strutture del paese, di dare serenità ai suoi anziani, di occuparsi dei suoi cittadini più deboli ed indifesi.
Anche i componenti della squadra di Montellalibera hanno deciso liberamente che nessun gettone derivante dalle presenze in consiglio comunale finirà nelle loro tasche; l’invito a tirare la cinghia ha sempre un suono sgradevole. Ma se viene fatto da chi continua a tenere larga la propria, acquista un retrogusto strafottente che lo rende intollerabile.

Questo programma di Montellalibera, oltre che dalla sua squadra, e da stimati professionisti e gente comune, può avvalersi anche dell’aiuto e dal contributo di importanti amicizie politiche che Ferruccio Capone ha maturato nel corso degli anni come rappresentante delle piccole e medie imprese.
Personaggi di forze politiche trasversali che, proprio perché conoscono le capacità, la tenacia, l’onestà di Ferruccio Capone, si sentono stimolati a far parte di questa nuova aria che si percepisce a Montella, di questo nuovo entusiasmo, voglia, e rinnovato impegno che è tipico di chi ama la sua Terra, che è tipico di……..Montellalibera.

Noi crediamo, che questo festival della ipocrisia, questo continuo saltellare da una parte all’altra, questi inciuci fatti alle spalle della gente comune, questo continuo disattendere le speranze della gente, sia ormai giunto al termine: questi signori non potranno sottrarsi al giudizio negativo degli elettori; ed allora nonostante la “confusione” generata da sei liste e 94 candidati, e dieci giorni infuocati di campagna elettorale ormai si è giunti ad avere un idea precisa nella testa, l’importante è dare un votolibero e responsabile a chi può concretamente cambiare le sorti del paese, a chi è capace di operare nell’interesse di Montella, a chi è capace, soprattutto, di credere nei giovani ed amare Montella……….come Ferruccio Capone, come Montellalibera.

 
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  La VOCE di Montellalibera del 30/05/2009

Verso una nuova era

La moglie sorprende il marito a letto con un’altra.
«Giovanni!», strilla.
E lui, senza scomporsi: «Giovanni chi?»
Questa vecchia storiella, stranamente scampata anche dai comizi di Berlusconi, fotografa lo stato delle cose. Nessuno è più disposto ad ammettere nulla, nemmeno l’evidenza.

Chiedere a chi è stato sempre fra il mazzo di carte dell’amministrazione perché questo nulla, e per dirla alla Mourinho “Zeru Sviluppu”, la reazione non sarà: «Sì, ce ne assumiamo la responsabilità.», ma un continuo e permaloso rimpallare o estendere le colpe a una nuova categoria dello spirito: gli Altri.
«Non è di mia competenza, si lamenti con gli altri»,
«Ho rubato, ma lo fanno anche gli altri»,
«Ero solo assessore ai lavori pubblici, poi all’istruzione, anche vice sindaco però non decidevo io….»,
Ma poiché gli Altri degli altri siamo noi, alla fine si vive tutti male.
Avvolti in una cappa persecutoria e nella convinzione assurda che basti che una cosaccia la facciano gli altri per rendere accettabile che la si faccia anche noi.
Ecco perché cresce l’entusiasmo nei confronti di Montellalibera: perché sono Donne e Uomini che ci mettono la faccia, che vanno a caccia della soluzione dei problemi, e non nell’individuare a chi accalappiarne le responsabilità; si tratta di una squadra che sera per sera sta mettendo in campo idee nuove, pronte a dare un vero sviluppo e un concreto rilancio del Paese.
Montella deve tornare ad essere una fucina di idee, proposte, risposte vere ai problemi, deve ritornare forte il confronto, lo scambio di opinioni, la vera politica che seriamente si interessa della collettività; ormai da questo Paese la politica è stata espulsa e ridotta a lobby e hobby per minoranze, per eletti, ed anche la società civile è tramontata in una pernacchia ritornando a quelle forme legate alle promesse, al “io sono amico di”
Basta con la politica in vendita….
Ma se passiamo ai consumatori, cioè a noi che la politica dovremmo «comprarla», recandoci con qualche consapevolezza alle urne, il quadro democratico tradizionale assume tonalità ancora più bigie.
Ieri mattina ho intercettato in un bar lo sfogo al telefonino di un giovane elettore: «Ma ci toccano di nuovo le elezioni? Che palle: l’altra settimana ho già votato X Factor, il Grande Fratello e un sondaggio del telegiornale».
Per lui il tele-voto ha ampiamente sostituito la cabina elettorale come luogo della cittadinanza. E la scelta di un personaggio che ha imparato a conoscere in televisione giorno dopo giorno lo gratifica assai più che mandare gente misteriosa nel cuore di Piazza degli Irpini a fare cose che ignora e comunque ritiene ininfluenti per la sua vita.
Tanto pensano solo a loro.

Ecco perché è nata la squadra di Mantellalibera: riportare l’entusiasmo, la trasparenza, l’onestà alla Casa Comunale.

Ferruccio Capone e la sua squadra hanno un obiettivo da realizzare e una certezza:

- l’obiettivo è quello di ridare a Montella il ruolo di Paese guida, incrementare lo sviluppo, aiutare le persone più in difficoltà, sostenere ed accompagnare i giovani verso un domani migliore;

- la certezza che l’otto Giugno alle otto del mattina a Montella, con i nuovi amministratori di Montellalibera inizierà una nuova era: quella della trasparenza, dell’onestà, dell’impegno, dell’amore per Montella.

 
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  La VOCE di Montellalibera del 25/05/2009

È l’ora

Ieri sera si è ufficialmente aperta la campagna elettorale della squadra Montellalibera.
In una piazza affollata, bella da cartolina, ognuno dei candidati (superando l’emozione che altro non è che il linguaggio del corpo) ha voluto e messo la propria faccia per dire semplicemente basta con il nulla del passato ed iniziare una nuova stagione per Montella, come sfondo una leggera brezza, il vento del cambiamento che sempre più forte si alzerà e accompagnerà Montellalibera alla Casa Comunale, e il rintocco delle campane, quasi a sottolineare che è giunta l’ora di una nuova era amministrativa.
Gente comune, semplici, schietti, questi di Montella Libera, facce nuove, pulite, di gente che si suda la vita rimboccandosi le maniche; gente che ha voglia di futuro e che un futuro vuole ridare a questo Paese, infatti uno degli eventi più drammatici della realtà di Montella è che i passati amministratori non sono stati capaci di costruire nessun futuro.
Non sono un politico, o un economista e nemmeno un sociologo, ma sento che dalla depressione economica e morale in cui versa Montella ci potranno salvare soltanto le persone semplici, vere, con tanto entusiasmo ed amore da dare: amore per un’altra persona, per un sogno, per Montella.
Della vita.
A rompere il ghiaccio è stato Salvatore Palmieri, che ha sentitamente ringraziato la gente di Montella per l’affermazione ricevuta nella scorsa tornata elettorale e che ha portato un contributo attivo nell’indicare l’unica strada che la vecchia amministrazione poteva seguire: quella di casa.
Si sono succeduti poi tutti i componenti della squadra di Montellalibera; ognuno ha portato il suo saluto, la propria emozione che era, poi, quella della piazza stessa, sottolinendo ancora con più forza la propria indignazione per chi nulla ha fatto ma soprattutto l’attaccamento, l’amore verso Montella.
Dalla passione di Michele Brandi, e dal suo spirito di uomo libero che liberamente si è riproposto, credendo nel progetto di Montellalibera, all’umiltà semplice di Ferdinando Bosco e alla sua voglia di sviluppare il settore agricolo; dalla rabbia di Luciano Carbone nel vedere che i comuni vicini si sono sviluppati, mentre Montella è rimasta a guardare, alla forza della giovane mamma e moglie Generosa Clemente di investire nei giovani, credere nelle loro idee anziché continuare a vederli lasciare l’amato Paese; dall’entusiasmo di Nicola Giovino che rileva le capacità e la forza morale di Montellalibera mentre la grande esperienza di quelli che si definiscono politici ha prodotto solo il nulla, alla giovanissima mamma di due splendidi bambini Monica Gramaglia che invoca l’esigenza di un polo scolastico, sottolineando l’abbandono, la fatiscenza in cui versano le scuole di Montella; dalla sensibilità di Alfonso Lepore verso il ceto più debole, verso i disabili, alla grande voglia verso l’impegno civile e all’amore per Montella di Miranda Granese; dal grido di rabbia e dalla freschezza giovanile di Albino Moscariello, dai suoi sogni, ideali, e idee frustrate dai dinosauri della politica montellese, alla chiarezza e competenza di Massimiliano Moscariello, che sottolinea come a Montella non ci sia bisogno di colore o bandiere ma voglia (vera) di lavorare, di impegnarsi per il bene del Paese; dalla trasparenza di Carmine Musano, alla semplicità disarmante di un volto fresco come quello di Giuseppina Perna, vicina e da sempre a fianco dei più deboli; dal giovanissimo e fattivo Salvatore Pizza con la sua voglia, il suo sogno di tornare a Montella, all’orgoglio di Emanuela Pizza con il suo emozionante ricordo del papà Gerardo Pizza e al suo insegnamento verso il rispetto, l’umiltà e l’onestà; fino alla partecipazione e vicinanza a Montellalibera di Annamaria Mele con il suo grido di rialzare la testa e dire basta a questo nulla, ed avvicinarsi ai bisogni della gente.

Dulcis in fundo, in una piazza gremita, densa delle emozioni ricevute da gente comune, semplici, colui che è stato scelto come guida di questa squadra: Ferruccio Capone.
Da sempre persona impegnata nel sociale e assai vicino ai problemi dei giovani; Ferruccio rimarca con forza la sterzata che Montellalibera ha portato contro questo “sistema amministrativo” sciagurato che ha annullato qualsiasi prospettiva e qualsiasi idea di futuro; fino a quando i problemi di Montella dipenderanno dal modo in cui si bussa alle porte dei partiti politici, fino a quando ci saranno uomini pronti a tutto, a calpestare anche la dignità dei propri elettori con continui cambiamenti di casacca, uomini con due piedi in due scarpe diverse, una con la punta arrotondata e l’altra squadrata, nulla mai cambierà e non ci sarà nessun rinnovamento.
Una scarpa lucida e l’altra opaca, il richiamo di queste scarpe spaiate ai piedi di chi vuol guidare Montella hanno un significato simbolico a cui è difficile sottrarsi.
Racchiudono il destino di chi non sa mai che scarpe mettersi. E se da un lato cerca compromessi improbabili, dall’altro, come certe coppie di eterni single, fatica a trasformare il Due in Uno.
La scarpa con la punta a destra e l’altra non proprio a sinistra, ma comunque arrotondata verso il centro per evitare spigoli e smussare gli angoli. La scarpa lucida degli ideali nobili e quella opaca delle combriccole di potere.
Indignarsi di certe facce toste che dopo aver amministrato per anni gridano ai quattro venti di essere il nuovo sarà pure da qualunquisti.
Ma smettere di farlo sarebbe da conniventi.
La politica è l’arte di mettersi a disposizione degli altri, di fare gli interessi di tutti non i propri; il vescovo Marini riferendosi all’immediata campagna elettorale auspicava ai politici di essere coerenti, onesti con i cittadini, forse ahinoi non conosceva la realtà di Montella.
Ferruccio Capone in un crescendo di entusiasmo ha voluto sottolineare gli obiettivi che Montellalibera si prefigge, nodo centrale sarà il cittadino e quindi la creazione di uno spirito cooperativo tra casa comunale e singolo cittadino; l’amministrazione dovrà essere vicino e sostenere le idee e i progetti di chi vuole portare uno sviluppo a Montella. Grande attenzione e preoccupazione per il problema “Bilancio” che da due anni viene approvato con riserva, Montella ormai ha quasi raggiunta la soglia di indebitamento massimo; facciamo parte del comune dei contenziosi (oltre 50) e alcuni di questi possono portare al dissesto, e quindi all’arrivo del liquidatore; più di 800 mila euro di interessi annui la cifra che sborsa il nostro Comune, e questo grazie all’incapacità di chi ci ha amministrato ed ha pensato solo a tagliare le gambe a quei cittadini con intenzioni di sviluppo; e diversi altri obiettivi si prefigge Montellalibera: campo sportivo, il rispetto delle varie convenzioni, polo scolastico, la situazione di Contrada Prati, Tagliabosco, Toppolo di Panno dove vivono cittadini di Montella e non cittadini di serie B.
Tutti questi obiettivi saranno presto sviscerati uno per uno, con idee concrete nei prossimi appuntamenti.

Un ultima cosa da ricordare: la partecipazione attiva della “Piazza”, delle persone, che hanno sentito e ricambiato la freschezza, l’entusiasmo della squadra di Montellalibera; ieri sera un primo passo è stato fatto verso Piazza degli Irpini...
I sogni limpidi, i pensieri forti, le sfide anticonformiste, le follie sane che cambiano la realtà.
Anche questo è nell’aria stasera, a disposizione di chi sa riconoscerlo.
Non è difficile: basta pensare alla luce, chiudere gli occhi e respirare forte, cercando il profumo della vita in mezzo a tutto il marcio che ci hanno trasmesso.

 
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  La VOCE di Montellalibera del 20/05/2009

Voglia di futuro

…man mano che i giorni passano, e ci si avvicina sempre di più al fatidico momento della verità, i toni inevitabilmente, purtroppo, si surriscaldano sempre più; abbandonando ciò che si vuole fare, in realtà niente, e ricorrendo a quello che è più noto come gossip della politica, che abbonda in chi di idee scarseggia.
Rispetto alle passate campagne elettorali, se non fosse per il numero di liste, nulla di nuovo sotto il sole, soliti proclami, soliti slogan, mancanza di idee concrete, soliti inciuci e purtroppo solite facce; nessun ricambio e nessun cambio, inteso come cambiamento e redenzione interiore di questi sfavillanti oratori, i problemi del Paese è meglio affrontarli nel giorno di poi ovvero nel giorno di mai.
Ma anche questo si sapeva.
Questi signori rispecchiano la cultura politica di una certa italianità.
Non l’unica, per fortuna.
Ma la prevalente.
Siamo stufi di questo solito andazzo, stufi dei politici di professione, vogliamo riuscire di nuovo a vedere il futuro.
Si diventa vecchi quando la nostalgia prevale sulla speranza e i rimpianti sui sogni. E sempre più spesso si diventa vecchi da giovani, benché non ci sia niente di più triste. Vogliamo gente che è abituata a rimboccarsi le maniche, gente abituata al sudore della propria fronte, siamo stanchi di mezze calzette che mirano alla poltrona.
Eravamo disposti e pronti a fare un passo indietro e valutare le diverse opportunità che si potevano dare a questo Paese, chissà perché da noi le buone idee non partoriscono libertà, ma divieti.
Questo a dimostrazione che la poltrona non è il nostro obiettivo, lo scopo è quello di poter dare a questo Paese la possibilità di una scelta concreta, reale, forte, entusiastica, vogliamo poter dare a Montella “il lieto fine”, visto che le precedenti amministrazioni ci hanno tramandato e lasciato solo situazioni disastrose.
E comunque non vogliamo reclamare la dittatura del lieto fine.
Ci basterebbe che diventasse una variabile.
E che chi lo persegue non venisse considerato dai suoi oppositore come un demagogo o come un sognatore, visionario.
Dante, che sognatore non era, sostò a lungo all’inferno.
Ma infine uscì a riveder le stelle.

La vera fantasia è di quei signori che hanno avuto il desiderio di portare l'immaginazione al potere da parte di chi al potere ha poi finito per portarvi soprattutto l'immagine: la propria.

L'immaginazione ci serve adesso.
Per progettare nuove forme di convivenza, rilucidare valori etici e morali, studiare strategie economiche che tengano conto dei disastri fatti, avvicinare nel vero senso della parola i cittadini ,ma soprattutto i giovani alla casa comunale, perché senza il loro contributo è più difficile progettare il futuro.
C'è un bisogno gigantesco di futuro, da queste parti.
E poiché ogni bisogno, prima o poi, genera una voglia, il miglior augurio che possiamo farci per questa tornata elettorale, come singoli e come comunità, è che sia l'anno giusto per ricominciare a sfidare la vita con l'animo dei pionieri.
Consapevoli che dietro ogni porta che si chiude ce n'è sempre un'altra che si apre.
Basta volerla cercare insieme con…..Montella Libera

 
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  La VOCE di Montellalibera del 16/05/2009

100 x 5.000

Ciò che immediatamente balza agli occhi in questa tornata amministrativa è l’elevato numero di aspiranti sindaci di Montella.
Ben sei liste per un totale di 94 candidati consiglieri.
Una frammentazione così vasta non trova memoria nelle radici di questo comune, vorremmo poter dire che essa è frutto di garantismo, di più possibilità di proposizione di idee; ma, purtroppo essa, è più frutto della voglia (da parte di alcuni candidati) di rimanere ancorati alla poltrona.
Una così eccessiva polverizzazione di liste non è sinonimo di una ritrovata democrazia quanto invece di confusione, di incertezza.
Sempre più spesso in questi ultimissimi giorni si sente dire da questi signori della politica che c’è il bisogno di ritrovare e instaurare una forma di dialogo, proprio lo stesso dialogo da loro annullato quando si doveva cercare un intesa per il bene del Paese.
Questa parola, dialogo, ormai appartiene al dizionario dei sogni spolpati:
quei vocaboli ricchi di suggestione, che a furia di venire sbrodolati in modo infingardo perdono consistenza, diventando scatole vuote e un tantino irritanti.
Adesso è il momento della parola dialogo, l’aspirina esistenziale che previene i vari problemi da affrontare, scongiura questo periodo di crisi e favorisce l’armonia.
E magari sarebbe davvero così, se chi parla di «dialogo» cominciasse a praticarne la prima regola: cercare veramente, coi fatti, di fare il bene di Montella.
Il simbolo del «dialogo» non sono due lingue che si parlano addosso, ma due orecchie che ascoltano in silenzio le ragioni della controparte.
Ecco, «silenzio» resta una delle poche parole che si possono ancora adottare con tranquillità, sicuri che nessun di questi pseudo politici smanino dalla voglia di impossessarsene.
Proprio per l’eccessivo numero di liste e di candidati, in questa occasione la scelta deve essere (ancora di più, e a maggior ragione) ponderata, fatta guardando a ciò che in termini di sviluppo soprattutto, di capacità gestionali, organizzative, decisionali, morali, ciascun capolista insieme con la sua squadra può garantire.
In quanto in una realtà, comunque piccola come quella di Montella, che esprime poco più di cinquemila cittadini aventi diritto al voto, ritrovarsi con un così elevato numero di candidati consiglieri può facilmente portare al verificarsi di alcune anomale situazioni e cioè che all’interno di una stessa famiglia ci siano più persone candidate in liste diverse; è probabile che fra la cerchia di amicizie che si frequenti ritrovarne uno di qua e l’altro dall’altre parte.
E allora seguire gli affetti, le amicizie per favorirne l’ingresso alla casa comunale può risultare essere un clamoroso autogol.
Bisogna, invece, saper riconoscere le capacità del Capolista, guardando più a ciò che ha saputo costruire nella sua vita, agli esempi che se ne possono dedurre; i programmi di ogni lista sono buoni, il problemi non è metterli su un foglio di carta ma attuarli.
E allora, certamente, è difficile dare credito a chi ha già occupato la casa comunale o a chi è stato sempre nell’ombra e adesso vuol farsi promotore della rinascita del Paese.
Questo che viviamo è un periodo gravoso, e nelle nostre terre lo è ancora di più: vuoi perché c’è una situazione di crisi a livello generale, vuoi perché la precedente amministrazione è rimasta immobile senza preoccuparsi di nulla, men che mai promuovere lo sviluppo di queste zone, vuoi perché per arrivare alle decisioni importanti bisogna fare tappa fra i vari organi di partito e a volte, oppure spesso?, fare tappa anche in casa di qualche notabile di comune limitrofo.
E dunque la scelta di oggi è fondamentale perché siamo ad un bivio: continuare in questa lenta agonia, con tanti giovani costretti a lasciare la propria amata terra; oppure dare un segnale forte, scegliendo la strada dell’impegno, della serietà, dell’entusiasmo, delle capacità professionali e morali; la morale è un metro snodabile che ogni sarto adatta alla propria coscienza e alla propria esperienza.
Ciò che ad una “squadra” come la nostra di Montella Libera può apparire immorale, a chi ha trascorso la vita fra scartoffie, a sguazzare in mezzo ai piranha sembrerà invece l’unico modo per non affogare.
Non lasciamoci affascinare da questi “politici di professione” che mirano alla poltrona e che si nascondono dietro ai partiti, perché per loro la politica è un respingente che attrae, anche in questo periodo di precariato e che sembra non contare nulla e che forse non esiste nemmeno più, la carriera del notabile emana il fascino del potere, ed è garanzia di privilegi che ne perpetuano gli effetti anche dopo la cessazione del mandato.
Gli stessi politici che rompendo qualsiasi forma di dialogo hanno preteso la candidatura a primo cittadino, calpestando ogni forma di libertà, coerenza e dignità per un posto in lista, perché il desiderio di rimanere dentro la Casta resta superiore al discredito sociale che si sono guadagnati.
Non è più tempo di voto legato alla speranza del dopo, alla amicizia, all’affetto o legato a qualsiasi altra forma se non quello della vera voglia di lavorare, adoperarsi per il bene di Montella, riconoscibile in chi questi principi se li porta dietro di se ovunque, sempre, perché li ha dentro, in quelli di…..Montella Libera

 
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  La VOCE di Montellalibera del 15/05/2009

Diverso e uguale

Ciò che porta una classe dirigente alla perdizione è sempre il suo distacco dalla realtà. Alla vigilia della rivoluzione francese i nobili continuavano a sfilare in carrozza fra borghesi furiosi e plebei affamati, e non si capacitavano che al loro passaggio quelli non facessero più la riverenza.
Ecco il leader del movimento civico per Montella dice che ci sono troppi personalismi, che c’è bisogno di programmi seri e che a Montella si è già perso troppo tempo.
Alius et idem, diverso e uguale.
Diverso solo per il cambio di maglia ma uguale a proporre da sempre la stessa ricetta senza mai cucinarla. E a proposito di tempo è inutile sprecarne basta chiedersi in questi ultimi dieci anni dove era e cosa ha fatto questo illustre signore?
Molto meglio, anche se tanto più difficile capire e soprattutto prodigarsi per uscire da questa situazione critica in cui versa il paese.

Montella da sempre è stato considerato come un paese guida per l’intera provincia di Avellino, guardato dagli altri con una certa invidia e vissuto dai propri cittadini con l’orgoglio tipico di chi sa di appartenere e fare parte di un così bel paese. Orgoglio che nonostante sia stato fiaccato da (quantomeno) dubbie amministrazioni sia sul piano morale, visti i continui cambiamenti di casacca fermo restando gli uomini sempre gli stessi sulla scena, sia sul piano delle capacità, visto che paesi limitrofi e che guardavano Montella con quella invidia si sono ampiamente sviluppati sotto ogni profilo, mentre Montella è rimasta al palo…orgoglio che è ancora vivo in tutti noi e che ci spinge a uscire fuori e, come sempre, a metterci la faccia.

Ecco allora per tornare alle parole del leader del movimento civico per Montella, basta personalismi, basta perdere tempo, più programmi seri non come quelli delle precedenti amministrazioni; servono facce nuove che diano uno scossone, una visione d’insieme, un progetto serio che risollevi Montella che non sia delegato solo alla iniziativa privata, la Casa Comunale non può ridursi ad essere un circolo, un ritrovo, un dopolavoro ma deve fornire gli stimoli, e gli strumenti per costruire dei poli di sviluppo, eliminare le inutili e dannose burocrazie, è incredibile pensare che un paese che fa più di 8000 abitanti e con diverse squadre di calcio veda i suoi giovani andare fuori a giocare….con tutto il tempo che si è perso (vero Dott. Chieffo?), qualora non vi fosse già un campo di calcio, di campi se ne sarebbero potuti costruire tanti…per non parlare poi delle giovani ragazze della pallavolo costrette anche esse ad andare fuori perché non vi è una palestra che possa ospitare le loro gare.
Non bisogna perdere tempo ma solo impegnarsi attivamente con i fatti, con il sudore, ad iniziare a fare piccole ma concrete cose per il bene della comunità, per Montella.

 
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  La VOCE di Montellalibera del 15/05/2009

Il bene comune

Questa tornata elettorale è iniziata all’insegna di slogan (obsoleti) e proclami (di altri tempi) fatti da quegli stessi protagonisti che sono sulla scena amministrativa ormai da troppo tempo, protagonisti che per un intera legislatura si sono accaparrati tra loro e poi non hanno trovato meglio da fare se non allearsi, andare a braccetto e con tanti saluti alla coerenza, alla dignità…..
mettersi da parte per favorire chi veramente vuole fare qualcosa di concreto per Montella? Non sia mai detto, questo matrimonio (maggioranza-opposizione) va fatto, per il bene del Paese?.....mah intanto pensiamo al nostro di bene….
L’ avidità che dimora in questi signori ha portato a quel concetto fanciullesco “ il pallone è mio e ci gioco io..”
Illustrato anche da una vecchia barzelletta sui comunisti.
Il segretario di sezione deve sottoporre all'esame di ortodossia un giovane adepto. «Compagno» gli dice, «se tu avessi un castello, cosa ne faresti?» «Lo metterei a disposizione del Partito per fare degli alloggi popolari». «Bravo. E se avessi una fuoriserie?» «La venderei e metterei il ricavato a disposizione del Partito». «Bravissimo. E se avessi una bicicletta, compagno, cosa ne faresti?» «E no! Quella ce l’ho e guai a chi me la tocca».
È come quei mammiferi che vanno in letargo in inverno per poi svegliarsi a primavera ed iniziare a fare sempre la stessa cosa: procacciarsi cibo.
Ogni cinque anni ci si ricorda che c’è il problema occupazionale, c’è il problema dell’inquinamento, emissione dei gas, dei rifiuti, della discarica, un’eccessiva pressione tributaria, ci sono i giovani che non sanno dove andare a giocare (sia per il calcio che la pallavolo), c’è la questione polo scolastico, centro commerciale, promuovere i prodotti tipici locali e le bellezze storico artistiche, riqualificazione e restauro degli edifici pubblici, creare dei percorsi turistici, e soprattutto mettere mano al Piano Urbanistico Comunale; poi però tutte queste belle cose cadono subito nel dimenticatoio, quasi nel momento stesso in cui si indossa quella fascia tricolore di primo cittadino, lo scopo è raggiunto, arrivare alla poltrona, e arrivederci fra cinque anni…

Noi, cittadini di Montella, ormai, abbiamo bisogno e fame di gesti più che di parole. Diffidiamo dei discorsi e ci lasciamo sedurre dagli esempi (che purtroppo per il Paese in queste ultime amministrazioni sono rare come la rosa di Atacama). In passato ci si è abbandonati a promesse assai vane, lasciandoci sedurre da esempi di pessima amministrazione. La buona notizia è che siamo stanchi di questi fantomatici amministratori fautori del nulla, vogliamo qualcosa di più, più serio, più coraggio, più voglia, più entusiasmo, più coerenza, più lealtà, più disponibilità, più concretezza, più capacità, più cuore e soprattutto più amore per Montella.
Bonum comune est melius quam bonum unius (Il bene comune è migliore del bene del singolo).

Un oggetto o un affetto, se non vengono ricondotti a qualcosa di più grande, finiscono sempre per ridursi a qualcosa di piccolo.

 
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  La VOCE di Montellalibera del 14/05/2009

La ragione per cui questa campagna elettorale verrà ricordata è che nessun politico ha fatto niente per farcela ricordare, forse la si ricorderà solo per i suoi 94 candidati e i suoi sei aspiranti sindaci. Nessun sogno, nessuna visione, solo una scelta fra incubi.
Su quel rotolone di carta che ci toccherà dispiegare nell’urna, invece di una processione di liste ignote e di nomi bloccati, sarebbe stato meglio scrivere una semplice frase: hai più paura che il comune aumenti le tasse, senza creare nessuna forma di sviluppo o che riduca i servizi sociali, e che si veda sempre, in un crescendo senza fine, i nostri giovani lasciare il proprio paese? Ecco che le varie liste Chieffo-Pizza-Savino-Cianciulli ci lasciano questa scelta, la filosofia del Gattopardo, il voler cambiare tutto per non cambiare nulla.
Un po’ poco per continuare a sciogliere inni a questo modo di intendere la democrazia.

Stiamo vivendo un periodo particolare dove più che di sigle si ha bisogno di UOMINI, (non è il Comune o la Provincia o la Regione o il Parlamento a far si che si governi bene oppure no, anche se ultimamente calza sempre meglio il motto Senatores boni viri Senatus mala bestia....) si ha bisogno di persone che amano Montella, che ridiano entusiasmo ai giovani in modo che tutti i ragazzi possono iniziare a vedere sempre meno nero il loro domani, e serenità agli anziani che dopo una vita di duro lavoro devono avere la possibilità di vedere i propri figli svilupparsi e non aiutarli a fare la valigia o ancora peggio ad aggrapparsi e vivere della propria pensione. C'è bisogno di uomini capaci di perseguire gli obiettivi più alti, c'è bisogno di uscire da questo pantano in cui si è precipitati grazie alle passate amministrazioni; non è più possibile perdere tempo e affidarsi ancora a coloro che intendono il cambiamento come un giro per l'arco costituzionale dei partiti; c'è bisogno di uomini che hanno voglia di metterci entusiasmo ed energia per creare nuovi poli di sviluppo, nuove possibilità e di non essere costretti ad arrivare ad Ariano per giocare.....intanto sono passati tre campionati del mondo (Francia 98, Giappone 2002, e Germania 2006, e a Montella il campo è ancora un miraggio...)

L'unico contributo che questi Signori mascherati sotto nuove sigle hanno contribuito a sviluppare in questi ultimi anni è che un cittadino che vota senza pensare al proprio tornaconto economico immediato è un masochista, un ingenuo, un sinonimo di sprovveduto. Non gli passa neanche per la testa a questi signori che, morte le ideologie, possano avere ancora un senso gli ideali e i progetti.
L’elettore evocato da loro assomiglia al consumatore che si aggira fra i banchi di un supermercato in cerca dell’offerta speciale: «Prendi tre paghi due»
E pazienza se la merce scontata contiene qualche brutta sorpresa e comunque non è di primissima qualità: tanto, nella percezione dell’uomo comune, i politici come i prodotti sono tutti uguali.

C'è bisogno di uomini che hanno senso per la casa comunale, che hanno visione d'insieme e che credono che la casa comunale sia una casa per i cittadini e non di........

È arrivato il momento di riconoscere la verità storica: in questi anni siamo stati governati da chi aveva ed ancora ha il proprio credo nell'apatia più assoluta senza nessuna altra preoccupazione se non quella di conservare la sedia su cui già siedono.

Ecco, c'è bisogno di uomini capaci di mettere le proprie idee a servizio di tutti, di ascoltare quelle degli altri, di coinvolgere tutti verso l'amore per il proprio paese, di uomini che non si nascondono dietro un colore o una sigla; il gruppo, la squadra (perchè di questo si tratta e non di lista...) Montella Libera è fatta di persone che più di ogni altra cosa hanno a cuore l'avvenire di Montella, di persone non legate ad un simbolo se non quello dell'amore per Montella, di persone di comprovata capacità morali, e professionali.
E il suo caposquadra ne è il portavoce naturale di questi principi, un uomo che ha saputo infondere entusiasmo in ogni sua attività a tutti i suoi collaboratori...........

La vera sorpresa di questa tornata elettorale, se tutti avremo la forza e la voglia di tenere aperti gli occhi ed il cuore, sarà quella che a Montella (già se ne annusa il sapore...) è arrivata l'ora di cambiare, e insieme di rimboccarsi le maniche.

La paura di perdere fa perdere, sempre.

 
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  La VOCE di Montellalibera del 13/05/2009

È una questione di coerenza

Con l’avvicinarsi del 7 giugno comincio a temere come la peste (suina) il momento in cui entrerò in cabina elettorale, aprirò il lenzuolone di carta e mi troverò dinanzi all’atroce dilemma: se spedire al Comune chi ancora si nasconde dietro sigle senza anima e cuore o chi al Comune gia c’era portando il Paese nelle sabbie mobili del nulla, insieme (e qui è la novità…) a chi lo ha combattuto, ostacolato strenuamente fino all’arrivo del Commissario. Se riproporre sotto simboli e colori diversi (l’unico cambiamento concepibile, cambiare casacca un po’ come passare dalla Sampdoria alla Fiorentina) chi ha trascinato questa comunità verso il baratro, infondendo ed alimentando solo l’incertezza per il domani, uccidendo perfino la speranza, abiurando a quei principi che devono essere propri di chi si appresta ad essere da guida per il Paese: lealtà-coraggio-coerenza.
Se riproporre sotto un'unica sigla vincitori e vinti della passata amministrazione prendendo a calci la dignità e la coerenza non solo propria ma anche quella degli elettori che avevano riposto la loro fiducia in questi signori. Ma la coerenza, non è come la pasta, non puoi trovarla al supermercato, è un qualcosa che è dentro ognuno di noi o ce l’hai e la tiri fuori in tutte le circostanze cui la vita ti pone davanti, oppure non ce l’hai e allora ti aggrappi ad ogni compromesso, ed in questo caso fai una lista insieme a chi il giorno prima non era meritevole di occupare quella “poltrona”. L’unico atto di coerenza e coraggio riconosciuto in questi signori è stato quello di continuare a perseguire, coltivare il proprio piccolo orticello dimenticando che c’è una comunità arrivata ormai all’estremo, che vede i propri figli andar a cercare fuori la propria strada.
Riproporre quelle stesse persone che hanno rifiutato ogni forma di dialogo e apertura, favorendo l’eccessiva frammentazione che non è sinonimo di ritrovata democrazia ma sinonimo di confusione, incertezza, rabbia, paura che si possa continuare su questa strada perché peggio di così non è possibile; quelle stesse persone che incuranti degli interessi della popolazione si sono riproposte (in questo si che c’è coerenza…) quanto sarebbe bastato sedersi intorno ad un tavolo, guardarsi negli occhi e insieme cercare di risollevare le sorti del paese ma questo avrebbe imposto loro di fare un passo indietro, tanto per rubare una frase dello sbarco dell’uomo sulla luna: “un piccolo passo per loro ma un grandissimo balzo in avanti per la comunità”.

Mai come stavolta destra e sinistra hanno divaricato l’offerta, adattandola ai cliché che vogliono la prima superficiale ma scoppiettante e la seconda austera ma esangue. Comunque la si pensi, e la politica rimane un argomento in cui il tifo condiziona troppo i giudizi, le scelte estreme di questi impavidi signori rivelano che la democrazia sta diventando un’altra cosa.

Molto diversa da quella che abbiamo conosciuto finora, da quella che credevamo fosse. Occuparsi delle classi più indifese, far rifiorire lo sviluppo, essere disponibili soprattutto per gli altri e non il contrario facendo del bilancio comunale un bilancio personale. Salta anzitutto agli occhi lo svilimento di chi in questi anni ha occupato le aule amministrative. Di chi come rappresentante del popolo si è solo preoccupato di godere ancora di un ottimo stipendio e di un discreto status, ma ha perso qualsiasi autonomia, per non parlare dell’utilità sociale. I consiglieri, gli assessori sono degradati al ruolo di pigia-pulsanti, chiamati a ratificare decisioni prese altrove e costretti a far dipendere la propria sopravvivenza non dalla volontà del cittadino che li vota, ma da quella del capo-partito che li mette in lista. In questo comune ormai sulla figura del sindaco, in particolare, grava una letteratura spietata che lo raffigura come un pensionato di lusso, spesso assenteista, il cui peso sulle sorti del paese è pari a quello esercitato dal socio di un circolo di golf.

Ecco, se avviene tutto questo, significa che questi signori non hanno a cuore il bene di Montella e disprezzano il lavoro consiliare. Ma significa anche che i partiti si ritrovano senza ricambi e scontano i mancati investimenti nel vivaio, allontanando sempre di più i giovani.

Ecco se esistesse un cimitero delle parole, l’ultima a finire sotto terra sarebbe una delle più belle mai inventate dall’uomo: «progetto». Assassinata dall’ipocrisia di chi se ne gonfia la bocca per illuminare d’immenso le sue piccole convenienze materiali. Ad assestargli le botte più dure sono gli stessi che in questi ultimi anni sono passati dalla minoranza alla maggioranza e viceversa in un continuo cambio di maglia e dignità, ed ora li ritroviamo riproposti pari pari sotto nuovi simboli a tentare di aggrapparsi ancora ai braccioli di quella poltroncina sempre in nome di un progetto valido per affrontare con chiarezza e coerenza l’imminente tornata elettorale e i futuri scenari politici. Che tradotto in sincerese, la lingua meno parlata dell’umanità, suona così: «Io vado con questi signori, vi mollo perché non contate più un tubo, mentre quelli mi danno un posto». Non abbiamo bisogno di professionisti della politica ma bensì di professionisti della vita. E a chi fra noi ha ancora voglia di «progettare» il futuro non resta che trovarsi una nuova parola e poi non dirla a nessuno. Altrimenti ce la strozzano subito.

 
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