MONTELLALIBERA, per difendere i nostri valori la cittadina, la famiglia, l'economia, l'ambiente
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IL PROGRAMMA

 
- Premessa
- Le politiche a favore
della famiglia
- L’attenzione per le fasce deboli e anziani
- L’edilizia scolastica
- Sviluppo economico ed occupazionale
- Commercio
- Turismo
- Agricoltura, allevamento e prodotti locali

Urbanistica e
ricostruzione

- Viabilità e parcheggi
- Ecologia e Tutela ambientale
- I giovani e l’amministrazione comunale
- Lo sport
   
 
 

Urbanistica e ricostruzione

 

L’ intento per un migliore sviluppo del paese e’ quello di dotarsi di uno strumento urbanistico generale pienamente rispondente alle mutate esigenze della cittadinanza ed, allo stesso tempo, capace di porre le basi per un maggiore sviluppo socio-economico e redigere uno studio di fattibilità, a livello territoriale comunale, mirato all’individuazione delle strategie urbanistiche da intraprendere al fine di conseguire gli obiettivi richiesti. esistenti ai vari livelli: sociale, residenziale, economico, urbanistico, agronomico, idrogeologico, sismico, ecc…
La constatazione che una tragica parte della storia di questo paese, iniziata con il terremoto dell'80, debba urgentemente e necessariamente avere degna conclusione, ha determinato la scelta da parte di questa lista di chiudere in via definitiva il capitolo ricostruzione (legge 219-legge 119).

 

Si provvederà, pertanto, all'esame accurato e puntuale nonché all'approvazione delle pratiche colpevolmente giacenti in archivio da circa 20 anni.

Inoltre, nella convinzione di un necessario ripensamento critico e collettivo del territorio comunale, al fine di assicurare una più elevata qualità della vita e dei servizi offerti all'interno della nostra comunità, si avvierà un'analisi critica dell'attuale Piano Regolatore Generale.
Sarà data priorità alla redazione ed approvazione del PUC – piano urbanistico comunale – in rispetto alla programmazione provinciale e regionale. Cosa che l’a maggioranza uscente non è stata capace neanche di iniziare pur avendo dato incarico circa tre anni fa.

  • Il livello di attuazione dello strumento urbanistico vigente evidenzia l’opportunità di apportare, al piano in vigore, solo alcune variazioni relativamente alle aree agricole e alle aree destinate alle attività produttive e turistiche; ciò in considerazione che a livello comunale, oltre che a scala sovra-comunale e regionale, si registra una sempre crescente attenzione alle problematiche ambientali (aree SIC ricadenti nel territorio comunale, ampia area ricadente all’interno della perimetrazione dell’istituendo parco dei Monti Picentini, rete ecologica regionale); che, a seguito dell’elevato incremento delle funzioni residenziali nelle aree agricole, si rende necessario aggiornare i livelli di sicurezza connessi al rischio idrogeologico, e di limitare al massimo l’edificazione in tali aree, così da preservare l’integrità degli ecosistemi naturali e semi-naturali presenti sul territorio comunale; risulta altresì necessario salvaguardare le superstiti testimonianze dell’architettura rurale tradizionale;
  • che, a seguito dell’elevato incremento delle funzioni residenziali nelle aree agricole, si rende necessario aggiornare i livelli di sicurezza connessi al rischio idrogeologico, e di limitare al massimo l’edificazione in tali aree, così da preservare l’integrità degli ecosistemi naturali e semi-naturali presenti sul territorio comunale; risulta altresì necessario salvaguardare le superstiti testimonianze dell’architettura rurale tradizionale;
  • che, in considerazione del crescente sviluppo legato agli assi viari, in particolare l’Ofantina-bis, si rende necessario aggiornare e rivedere la localizzazione, l’estensione e la utilizzazione settoriale delle aree destinate alle attività produttive dal PRG in vigore;
  • che sarebbe opportuno trasferire parte delle esistenti aree produttive, non ancora edificate, in zone più idonee, anche in relazione alle necessità delle attività commerciali;
  • che è necessario procedere all’individuazione di area idonee ad ospitare attrezzature per lo sport, lo svago e il tempo libero.
  • che, in relazione alle esigenze delle attività produttive nell’area industriale si rende necessario procedere all’ampliamento delle aree F1 ed F2 nella zona industriale di Montella;
  • che, anche in relazione agli elevati valori ambientali, si ritiene necessaria la destinazione a parco attrezzato dell’area sommitale del Piano di Verteglia (M. Terminio).
 

I diversi gruppi sociali hanno lamentato, ognuno in relazione alle proprie esigenze, la carenza o l’utilizzo inadeguato di attrezzature e servizi legati soprattutto alla vocazione turistica del territorio Montellese.
Dal dibattito è emersa l’esigenza pressante di dotare il comune di Montella di attrezzature e servizi capaci di rispondere in modo adeguato e competitivo alla domanda attualmente esistente, da parte delle comunità metropolitane limitrofe, di attrezzature e servizi legati alla conservazione ed alla fruizione dell’ambiente naturale e delle tradizioni locali.
Tale esigenza tuttavia non sembra ancora concretizzarsi in un obiettivo comune che vada aldilà di un generico desiderio di sfruttamento delle risorse esistenti, vista anche la frammentazione delle azioni imprenditoriali fino ad oggi avviate.

Le piccole attività commerciali presenti nel centro abitato sono state fortemente penalizzate, negli ultimi anni, dalla nascita di grandi centri commerciali nei comuni limitrofi;
- le attività legate alla ricettività ed alla ristorazione sono spesso il risultato di scelte individuali poco legate alle potenzialità turistiche del territorio;
- le aziende legate alla ricettività ed alla ristorazione sono prevalentemente a conduzione familiare e per la loro scarsa produttività economica si mantengono spesso su forme di autosfruttamento che ne garantiscono la sopravvivenza;
- il comune è privo di un piano di sviluppo turistico che indirizzi le scelte dei singoli imprenditori verso azioni comuni tendenti ad ottimizzare le risorse ambientali e paesaggistiche pur presenti nell’area;

il settore edilizio registra un momento di stasi dovuto all’esaurimento dei contributi post-terremoto ed alla impossibilità di attuazione del piano regolatore vigente, oramai obsoleto rispetto alle attuali esigenze.
le priorità segnalate più marcatamente (creazione di nuovi posti di lavoro prevalentemente nell'industria, disinquinamento delle acque e diminuzione della quantità di rifiuti) esulano dai campi di intervento diretto di un P.R.G., mentre quelle più direttamente affrontabili con un P.R.G. (recuperare il patrimonio edilizio nel centro storico e riqualificare la periferia) si pongono in una posizione di rincalzo;
La carenza di servizi finalizzati alla fruizione delle risorse turistiche è stata sottolineata da più voci. E' indubbio che questa carenza esiste, ed uno dei compiti del nuovo P.R.G. dovrà essere quello di sopperirvi attraverso opportuni interventi che dovranno essere ipotizzati all'interno di un vero e proprio programma strategico di sviluppo turistico;
Un secondo obiettivo per una buona pianificazione di Salvaguardia sta nel tentativo di contribuire a rendere Montella un "comune sostenibile". Ciò significa che andrà fatto ogni sforzo, nell'ambito di quanto compete ad un siffatto strumento urbanistico, perche’ oggi i fattori ambientali costituiscono i principali parametri di riferimento per i processi di trasformazione affinché il complesso delle attività che si svolgono nell'ambito delle aree agricole rientri all’interno della capacità di carico degli ecosistemi in esse presenti. L'obiettivo è naturalmente molto ambizioso anche in considerazione del buon livello di equilibrio delle campagne Montellesi, come è dimostrato anche dalla presenza sul suo territorio di ben tre SIC (Siti di Importanza Comunitaria).
Tuttavia, poiché sempre più le politiche dell'Unione Europea e Regionale spingono in questa direzione, indirizzando i finanziamenti e i programmi verso quei soggetti pubblici e privati che praticano politiche "sostenibili" e verso progetti orientati alla sostenibilità, nella strumentazione urbanistica il concetto stesso di sostenibilità può rappresentare un buon fattore di successo per le politiche di difesa e tutela delle risorse ambientali.

Tale esigenza prende l’avvio dalla considerazione che il nostro territorio giace in un sostanziale stato di mancato sviluppo di strutture ed opere pubbliche che lo qualifichi opportunamente.

La rielaborazione delle politiche di programmazione delle opere pubbliche sarà volta a creare quelle condizioni strutturali, quegli edifici (vedi l’incompiutezza del polo sportivo) e quei luoghi, che da un lato sia di risposta ai bisogni complessi della cittadinanza e dall’altro, favoriscano azioni di crescita sociale, culturale, morale, ambientale ed economica.

La localizzazione di aree produttive con strutture intercomunali: “i parchi polifunzionali”

  • E’ necessario procedere all’individuazione di aree idonee ad ospitare attrezzature per lo sport, lo svago e il tempo libero.
  • E procedere all’individuazione di aree di tipoTuristico: Si impone una revisione dell'offerta turistica, sia in termini di qualità dei servizi offerti, sia in termini di opportunità culturali e ambientali. Conta offrire ambienti equilibrati dal punto di vista ecologico e garantire in misura uguale e coordinata i bisogni di svago e di cultura.

 

Riqualificare il centro urbano

I grandi e piccoli centri urbani italiani soffrono della mancanza di spazi collettivi adeguati. Le recenti espansioni hanno un carattere disperso, prive di luoghi di ritrovo e di una propria identità. I centri storici, spesso, sono stati abbandonati al loro destino e, anche quando sono stati sottoposti a piani di recupero, nulla o poco è stato fatto per promuoverne la rivitalizzazione. La mancanza di spazi verdi e attrezzature connesse affligge gran parte dei centri abitati; La riqualificazione e’ soprattutto di tipo edilizo: Il problema del fabbisogno di abitazioni risulta complesso e per taluni aspetti contraddittorio. Se da una parte, infatti, il rapporto tra numero di abitanti e numero di vani esistenti (considerando l’intero territorio di Montella) risulta ad una prima analisi equilibrato , dall’altra emerge il progressivo abbandono delle case nel C.S. (case sfitte) e la richiesta di nuove case in periferia adeguate agli attuali standard abitativi.
Ciò a causa della presenza di piccole proprietà frammentate di C.S. che non offrono adeguate occasioni di vivibilità (numero vani, servizi, posto auto etc.).
Tale situazione comporta la pressante richiesta, da parte di famiglie giovani, di case in periferia ed in campagna ed un’alta percentuale di alloggi sfitti che versano in stato di abbandono, anche a causa degli elevati costi di ristrutturazione.
Il primo obbiettivo e’ quello di eliminare centri residenziali costituiti da prefabbricati post- terremoto loc/ta’ piediserra ed eseguire dei centri residenziali comunali meno nefasti ma con metodi di bioarchitettura e antisismici tali da permettere alle famiglie meno agiate una vita piu’ dignitosa e sostenere un fitto in funzione del proprio reddito familiare.
Non per ultimo saraà curato il decoro architettonico dell’abitato con un uno specifico “Piano del Colore”.

Rivalutare le periferie

Il 60% circa degli abitanti del territorio di Mnotella risiede in periferia ed in campagna Tale situazione è conseguente ad una tendenza già presente nel ventennio 1970-80 ma che si è andata accentuando nel periodo post-terremoto, in occasione della ricostruzione, raggiungendo le dimensioni attuali.
Lo squilibrio tra centro e periferia ha comportato una progressiva frammentazione della popolazione residente che, anche grazie alle nuove vie di comunicazione, fruisce di beni e servizi non più nel solo territorio montellese ma anche, e talvolta prevalentemente, nei comuni limitrofi.
L’evidente risultato di tale tendenza è stata la lenta perdita di attività e risorse locali legate soprattutto al commercio ed, in parte, all’artigianato.
Rivalutare le periferie e costruire in campagna servizi necessari a soddisfare i nuovi fabbisogni ma nello stesso tempo si richiede di proteggere la falda acquifera dall'inquinamento e di proibire i pozzi neri a dispersione in quanto, ci sono zone rurali ad estenzione urbanistica prive di illuminazione stradale e di fogne es: zona loc/ta’ Prato

Ampliare le aree industriali produttive

Di Tipo : produttivo, espositivo e Commerciale.
Si pone tuttavia il problema dell’ampliamento dell’attuale area industriale e della localizzazione di nuove aree per insediamenti produttivi e commerciali in aree meglio servite dalle infrastrutture, al fine di potenziare adeguatamente le attività produttive industriali, artigianali, commerciali e turistiche.
Infatti Le aree PIP previste dal vigente PRG sono state poco o male utilizzate. Il mancato decollo delle stesse, dovuto prevalentemente a mancanza di infrastrutture adeguate, ha comportato un rallentamento (se non un arresto) degli investimenti da parte della imprenditoria locale, con la conseguente stagnazione del pur modesto mercato del lavoro.